Vino vivo. #1 Wine Revolution – La rivoluzione del vino

Quando la mia amica Federica, mi ha chiesto, se volevo scrivere di vini sul suo blog, dopo un primo entusiasta si, devo essere onesto ho cominciato a pormi dei dubbi.

Dubbi, perché, quello di cui volevo scrivere era si di vini ma anche di storie e filosofie che vanno oltre brand, marketing e quant’altro. Certo anch’io ho un’azienda che importa e distribuisce vini ed il mio fine è quello di vendere bottiglie di vino, però nel bel mezzo di tutto ciò ci piace pensare di mettere un piccolo mattoncino ad una rivoluzione culturale e di gusto in questo vasto mondo del vino.

Dalle prossime settimane, inizieremo a parlare di vini, vitigni e produttori. Prima mi sembrava però doveroso e utile(almeno per me…), spiegarvi di che vini mi piacerebbe parlare.

Parlerò, soprattutto dei vini che mi piacciono. E quali sono i vini che mi piacciono? Sono i cosiddetti Vini Naturali. Vino Naturale non è una certificazione o qualcosa di regolamentato (per questo esistono le diverse certificazioni biologiche o biodinamiche)ma semplicemente un termine convenzionale per definire un vino fatto in maniera differente da come sono stati prodotti i vini per la stragrande maggioranza negli ultimi 30/40 anni.

La definizione che do sempre io di un vino naturale è quella di un vino prodotto con l’assenza della chimica, sia in vigna che in cantina e con il minimo intervento dell’uomo, che ha solo il compito di accompagnare l’uva nel processo per il quale diventa vino.

Spesso quando parlo di vino, molti mi dicono che non esiste nulla di più naturale di esso, in quanto derivato dell’uva. In piccola parte vero e in grandissima no. Negli ultimi 30/40 anni il vino è diventato probabilmente uno dei più grandi prodotti industriali con l’utilizzo in vigna di diserbanti e pesticidi ed in cantina di additivi chimici che snaturano le caratteristiche dell’uva e quindi del territorio da cui provengono.

Per chiarire un po’ meglio cosa intendiamo per vino naturale, qui sotto troverete alcune caratteristiche che per me sono imprescindibili:

  • da un produttore indipendente, dalle vigne di proprietà,
  • su vigneti a basse rese,
  • da un’agronomia il più possibile naturale, come minimo in biologico,
  • che escluda del tutto l’uso di pesticidi di sintesi, erbicidi o insetticidi,
  • da uve raccolte a mano,
  • fermentate spontaneamente, senza aggiunta di lieviti o enzimi o aiuti di altro tipo alla fermentazione,
  • senza aggiunta di zuccheri o mosti concentrati,
  • senza aggiustamenti di acidità o aggiunta di altri additivi
  • senza micro-ossigenazione o osmosi inversa,
  • senza chiarifiche o micro-filtrazione.
  • no solforosa aggiunta in bottiglia o in dosi molto basse

Quindi avrete capito, che non parlerò invece di tutti i vini che non applicano queste pratiche, non solo per un motivo salutistico e di conservazione della terra su cui viviamo (peraltro aspetto non assolutamente trascurabile) e sulla quale il vino è prodotto ma soprattutto perche’ credo in vini veri ed espressione del territorio, del produttore e della sua filosofia.

Vi parlerò di vini con grande bevibilità ,freschezza e mineralità a prescindere dalla complessità o meno del vino. Vini da intendere più come bevanda e da bere maggiormente con la bocca e lo stomaco anziché’ con il pensiero…

Non parlerò sicuramente di vini con sentori di mango, ananas e frutto della passione, profumi che non esistono così marcatamente in natura( se non esili rimandi e sensazioni al naso…)soprattutto se un vino nasce su un terreno vulcanico…

Dandovi appuntamento prossimamente al primo vino, mi piace usare le parole di un produttore di Vini Naturali, Corrado Dottori (che non vendo io…), autore tra l’altro di un bellissimo libro che vi consiglio “Non e’ il vino dell’Enologo” e da cui traggo questo brano che parla si di vino ma anche di come l’industria abbia modificato la nostra percezione ed il nostro gusto…

“I vini sono come le persone. Ci sono quelli puntuali e quelli perennemente in ritardo. Ci sono quelli timidi ed introversi e quelli solari e simpaticoni. Vini permalosi, orgogliosi, superbi, modesti, eleganti ,raffinati, ieratici ,spirituali. Vini tragici e vini comici. E poi ci sono vini che hanno fatto il lifting e vini che sono come mamma li ha fatti. Difetti inclusi… Io ho sempre pensato che siano i difetti che ci fanno innamorare delle persone… Quel qualcosa, qualunque sia, che spezza un equilibrio. Che lascia la questione perennemente in sospeso. Certo è un’estetica pericolosa. E’ l’estetica della devianza più che della norma. Del dionisiaco più che dell’apollineo. Ma è così anche per i vini. Per quelli indimenticabili intendo.”

 

A presto.

Mario

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