Stefafood ha provato il Ristorante stellato ma economico San Marco a Canelli

Dopo i posti del cuore di Stefafood che potete trovare in questo bellissimo articolo su di lui qui

Eccolo che ritorna per raccontarci una sua bellissima esperienza presso il ristorante San Marco.

Siamo a Canelli in provincia di Asti, al confine tra Langhe e Monferrato, una città dedita al vino, con la presenza di importanti cantine come Gancia (è Carlo Gancia nel 1865 ad aver creato il primo spumante italiano), Coppo, Contratto, Bosca e le loro ‘Cattedrali Sotterranee’, patrimonio dell’Unesco, cantine storiche scavate nel tufo che passano sotto la città per circa 20km, dove riposano migliaia di bottiglie di metodo classico.

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I vini DOC e DOCG prodotti nel territorio di Canelli sono:
– Asti Spumante
– Moscato d’Asti
– Alta Langa
– Barbera d’Asti
– Barbera del Monferrato
– Cortese dell’Alto Monferrato
– Dolcetto d’Asti
– Freisa d’Asti
– Monferrato
– Piemonte

Tappa consigliata in zona è il Ristorante San Marco che propone piatti della tradizione monferrina come la battuta di Fassona, i tajarin, gli agnolotti del plin, la fonduta, la finanziera ed il bonet, preparati con cura dalla chef Mariuccia Ferrero.

Il ristorante, che vanta una stella sulla Guida Michelin, è molto tradizionale sia nei piatti che nell’arredamento (con lunghe tovaglie bianche), il servizio è preciso e accogliente grazie al maître Iulian.

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Eccellente la carta dei vini con 700 etichette, che svaria dai Barbera, a vini francesi, cileni, californiani ed australiani, con due intere pagine dedicate ai Barolo, altrettante ai Barbaresco, ed anche una buona scelta di mezze bottiglie (ma non fanno al caso nostro 😅).

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I prezzi sono medi, per essere uno stellato sono bassi (dai 15 ai 20 euro a portata, dolci 10), difatti viene considerato come uno dei ristoranti stellati più economici d’Italia.

Noi abbiamo scelto un menù degustazione da 7 portate:

Crudo di Fassona piemontese battuta al coltello, tuorlo d’uovo fondente, Toma di Langa

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Fonduta di “Losa”, funghi porcini, pane croccante speziato

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I tajarin “40 tuorli”, burro di montagna alle erbe dell’orto (con aggiunta del pregiato tartufo bianco d’Alba)

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Gnocchi di patata rossa di Mombarcaro, salsa al Castelmagno e nocciola Piemonte

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Scamone di agnello da latte in lenta cottura, crema di fagioli, spinaci croccanti

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Piccola pasticceria con torrone morbido fatto in casa, brutti ma buoni, scorzette d’arancia candite, nocciole zuccherate, baci di dama e meringhe

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Dessert a scelta dalla carta

Soufflé al “Gianduja”, zabajone al Moscato d’Asti, gelato crema

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Mousse al cioccolato, lampone, crumble di nocciola, gelato nocciola

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In conclusione, ci sentiamo di consigliare questo ristorante a chi ama una cucina tradizionale piemontese ben cucinata, meno a chi cerca innovazione e sperimentazione; abbiamo mangiato degli ottimi tajarin, funghi e carne cruda, ma gnocchi e scamone troppo semplici. Ristoranti stellati a questi prezzi sono più che una rarità, anche se non tutti i piatti ci hanno impressionato. Plauso speciale alla carta dei vini molto ampia con le sue 700 etichette.

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